Abstract/Sommario: Hedvig è una bambina di 7 anni che vive con i suoi genitori in una fattoria quasi ai confini del mondo, nella campagna svedese. Non ha molti vicini e, soprattutto, nessun bambino con cui fare amicizia. Aspetta con una certa impazienza l'inizio della scuola: è convinta che lì dimenticherà la noia, incontrerà tanti amici e vivrà vere avventure. Quando finalmente arriva il grande giorno... tutto le appare spaventoso! La paura le mangia la voce e comincia a pensare di non piacere agli altr ...; [Leggi tutto...]
Hedvig è una bambina di 7 anni che vive con i suoi genitori in una fattoria quasi ai confini del mondo, nella campagna svedese. Non ha molti vicini e, soprattutto, nessun bambino con cui fare amicizia. Aspetta con una certa impazienza l'inizio della scuola: è convinta che lì dimenticherà la noia, incontrerà tanti amici e vivrà vere avventure. Quando finalmente arriva il grande giorno... tutto le appare spaventoso! La paura le mangia la voce e comincia a pensare di non piacere agli altri. Non ci mette molto però a capire che la bambina seduta accanto a lei, Linda, è altrettanto nervosa e questo la aiuta a rompere il ghiaccio. Diventano subito grandi amiche e la scuola, un giorno dopo l'altro, non le sembra più un luogo così terrificante. Il vero problema è che a Hedvig vengono in mente idee stravaganti... Hedvig è una bambina intraprendente e il suo comportamento impulsivo la mette regolarmente nei guai. Le sue avventure sono divertenti ma anche incredibilmente reali e, in qualche modo, guidate da una logica bizzarra e buffa. Non vi sembra una buona idea, per esempio, versare un po' di sapone nella borraccia di un bulletto? O evocare un fantasma nei bagni della scuola? (www.ibs.it)
Abstract/Sommario: Che colpaccio! Astrid ha convinto i genitori a iscriverla al prestigioso collegio di Canterville, così non dovrà più studiare da sola. Peccato che sulla scuola aleggi un’inquietante storia di fantasmi... Ma le astute gemelle con cui condivide la stanza hanno un piano per fuggire. E Astrid è pronta a seguirle! (Ibs.it)
Abstract/Sommario: Un padre e un figlio, dentro una stanza. L’uno di fronte all’altro, come mai sono stati. Ciascuno lo specchio dell’altro. Loro due, insieme, in un reparto di neuropsichiatria infantile. Ci sono altri genitori, in quel reparto, altri figli. Adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l’estenuante fatica di crescere, dentro famiglie incapaci di dare un nome al loro tormento. E madri e padri spaesati, che condividono la stessa ferita, l’intollerabile sensazione d ...; [Leggi tutto...]
Un padre e un figlio, dentro una stanza. L’uno di fronte all’altro, come mai sono stati. Ciascuno lo specchio dell’altro. Loro due, insieme, in un reparto di neuropsichiatria infantile. Ci sono altri genitori, in quel reparto, altri figli. Adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l’estenuante fatica di crescere, dentro famiglie incapaci di dare un nome al loro tormento. E madri e padri spaesati, che condividono la stessa ferita, l’intollerabile sensazione di non essere più all’altezza del proprio compito. Con la voce calda, intima, di un padre smarrito, Matteo Bussola fotografa l’istante spaventoso in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, e parlarsi diventa impossibile. (www.ibs.it)
Abstract/Sommario: Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando in fasce e sua mamma lo ha chiamato «barattato». Secondo lei, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei suoi capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone o degli occhietti che assomigliano all'uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anzi, anche gli abitanti del paese e gli altri ...; [Leggi tutto...]
Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando in fasce e sua mamma lo ha chiamato «barattato». Secondo lei, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei suoi capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone o degli occhietti che assomigliano all'uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anzi, anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, ad eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. Grazie all'amica, Pietro è felice perché inventa per lei storie sulla montagna che racconta con i gesti. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare via, nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili Folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Lì, Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com'è. Età di lettura: da 8 anni.
Abstract/Sommario: Una leggenda narra che molto tempo fa, un re viveva con le sue tre figlie nel cuore di una foresta splendente di verde e di sole. La prima figlia del re aveva il pelo del colore dell'erba bruciata dal sole, la seconda delle foglie autunnali e la terza di una luce argentea. Quando gli uomini scoprirono che una creatura dal pelo argenteo viveva in quella foresta, si misero a caccia. Una freccia trafisse il cuore dell'ultima figlia del re, e questi, preso da una furia folle, lanciò una ma ...; [Leggi tutto...]
Una leggenda narra che molto tempo fa, un re viveva con le sue tre figlie nel cuore di una foresta splendente di verde e di sole. La prima figlia del re aveva il pelo del colore dell'erba bruciata dal sole, la seconda delle foglie autunnali e la terza di una luce argentea. Quando gli uomini scoprirono che una creatura dal pelo argenteo viveva in quella foresta, si misero a caccia. Una freccia trafisse il cuore dell'ultima figlia del re, e questi, preso da una furia folle, lanciò una maledizione sul mondo degli umani. Un vento polare gelò il mondo e il cuore del re. Tutto divenne bianco, e gli abitanti caddero in un sonno senza fine. È in questo mondo che vive la giovane Ena. È l'unica a non essere toccata dal sonno infinito. È stata cresciuta da sua nonna, anche lei vittima della maledizione. Ena conosce le piante, i funghi, sa preparare rimedi. Così, trascorre le sue giornate alla ricerca degli ingredienti, per condividere qualche momento di veglia con sua nonna. Ma la giovane ha un'ambizione: riuscire a scacciare questo terribile inverno. Se riuscisse a trovare una delle figlie del re, forse questa potrebbe aiutarla? (www.ibs.it)
Abstract/Sommario: Attratta da una strana vetrina, una bambina entra nella bottega straripante di specchi, anticaglie e foto in bianco e nero del "magisarto" Viktor Kopek, ossia un eccentrico ometto che crea abiti e accessori per le occasioni più strampalate della vita. Cinque intriganti costumi - da curiosa inveterata (un lungo naso per fiutare e indovinare, una sfilza di punti interrogativi e una serratura portatile), da più che - perfetta (un abito da camaleonte stirato a puntino, un quaderno di "risp ...; [Leggi tutto...]
Attratta da una strana vetrina, una bambina entra nella bottega straripante di specchi, anticaglie e foto in bianco e nero del "magisarto" Viktor Kopek, ossia un eccentrico ometto che crea abiti e accessori per le occasioni più strampalate della vita. Cinque intriganti costumi - da curiosa inveterata (un lungo naso per fiutare e indovinare, una sfilza di punti interrogativi e una serratura portatile), da più che - perfetta (un abito da camaleonte stirato a puntino, un quaderno di "risposte per tutto" e un sorriso di circostanza taglia unica)... - sono riposti sugli scaffali ma nessuno si addice alla bambina, così lei decide di pescare qualcosa da ognuno e farsi un costume a modo suo. Una storia poetica e bizzarra, a metà fra Lewis Carroll e Tim Burton, splendidamente illustrata da Nicolas Zouliamis. (www.ibs.it)
Abstract/Sommario: Nel grande gioco del destino, Mimo sembra proprio aver ricevuto le carte sbagliate. Affetto da nanismo, nato in una famiglia di poveri immigrati italiani in Francia, perde il padre, scultore che gli aveva insegnato i rudimenti dell’arte, durante la prima guerra mondiale quando lui è ancora molto piccolo. Incapace di mantenere entrambi, la madre lo affida a uno “zio”, Alberto, in Italia, anche lui scultore, ma dedito più alla bottiglia che allo scalpello. Mimo, però, ha dalla sua un gra ...; [Leggi tutto...]
Nel grande gioco del destino, Mimo sembra proprio aver ricevuto le carte sbagliate. Affetto da nanismo, nato in una famiglia di poveri immigrati italiani in Francia, perde il padre, scultore che gli aveva insegnato i rudimenti dell’arte, durante la prima guerra mondiale quando lui è ancora molto piccolo. Incapace di mantenere entrambi, la madre lo affida a uno “zio”, Alberto, in Italia, anche lui scultore, ma dedito più alla bottiglia che allo scalpello. Mimo, però, ha dalla sua un grandissimo talento per la scultura, coraggio e determinazione. Viola Orsini, invece, erede di una famiglia importante, tra le più potenti di tutta la Liguria, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra gli agi e le comodità, ma è troppo intelligente e ambiziosa per potersi rassegnare a vivere una vita di ozio e noia. Sin da bambina va contro le consuetudini tipiche della sua classe e sogna in grande. Mimo e Viola non si sarebbero mai dovuti incontrare, ma il destino è inintelligibile, e così, a tredici anni, si trovano, si sfiorano, si riconoscono e giurano solennemente di non lasciarsi mai. Su di loro, però, incombono le differenze di ceto, che sembrano precludergli ogni possibilità di stare insieme. Sullo sfondo, gli anni convulsi e turbolenti del primo conflitto mondiale, del dopoguerra, del fascismo e della liberazione, attraverso i quali Mimo e Viola saranno costretti a camminare, cercando di tenersi stretti l’uno all’altra, uniti da un legame incrollabile. (www.ibs.it)
Abstract/Sommario: Il commissario Carlo De Vincenzi, detto “il poeta del crimine”, non ha mai amato la velocità: all’ossessione della sua epoca per i ritmi forsennati ha sempre preferito le placide camminate a piedi e la lettura di un buon libro. Forse per via di un incidente a cui ha assistito da ragazzo o forse perché, con il tempo, ha imparato che la pazienza è fondamentale per risolvere i casi più intricati. A volte servono anni per mettere in relazione eventi apparentemente distanti. Ma ne vale la ...; [Leggi tutto...]
Il commissario Carlo De Vincenzi, detto “il poeta del crimine”, non ha mai amato la velocità: all’ossessione della sua epoca per i ritmi forsennati ha sempre preferito le placide camminate a piedi e la lettura di un buon libro. Forse per via di un incidente a cui ha assistito da ragazzo o forse perché, con il tempo, ha imparato che la pazienza è fondamentale per risolvere i casi più intricati. A volte servono anni per mettere in relazione eventi apparentemente distanti. Ma ne vale la pena. Soprattutto se si tratta di svelare verità che hanno a che fare con la rocambolesca sparizione della Gioconda dal Louvre di Parigi e con un misterioso furto che, vent’anni dopo, tocca da vicino proprio il Vate, Gabriele D’Annunzio. Il paradosso, però, è che per risolvere una delle indagini più complesse della sua carriera, De Vincenzi avrà bisogno dell’aiuto di un’icona della velocità: Tazio Nuvolari. Tra una Parigi di inizio Novecento in cui Apollinaire e Picasso sono scambiati per pericolosi ladri e una Milano in cui è sempre più difficile sfuggire al controllo del regime, la ricerca di De Vincenzi ricostruirà un puzzle di storie tanto straordinarie quanto vere. Popolato di fughe notturne su moto d’epoca e aviatori coraggiosi, l’appassionato omaggio di Luca Crovi al poliziotto di culto creato da Augusto De Angelis arriva al suo quarto e imperdibile capitolo.